CENNI RELATIVI ALLE SPESE SOSTENUTE IN CAMPAGNA ELETTORALE
 
a) eventuali obblighi previsti dallo Statuto comunale: eventuale presentazione di bilancio preventivo e consuntivo a carico della lista partecipante.
L’articolo 30 comma 2 della legge n. 81/1993 prescrive per i Comuni con oltre 50.000 abitanti il deposito, all’atto di presentazione delle liste, di un bilancio preventivo di spesa cui le liste ed i candidati intendono vincolarsi, da pubblicare all’Albo Pretorio. Il comma 1 dello stesso articolo  stabilisce che per i Comuni con oltre 10.000 abitanti, sia lo Statuto Comunale a disciplinare la eventuale dichiarazione preventiva ed il rendiconto delle spese
Con Delibera del Consiglio Comunale n. 13 del 27.03.2017  è stato approvato un adeguamento dello Statuto Comunale, il cui testo aggiornato ha abrogato l'articolo 9 che disciplinava la pubblicità delle spese elettorali e che disponeva il deposito “entro il termine di presentazione delle candidature” della “dichiarazione preventiva, sommaria delle spese elettorali che si prevede di sostenere, comprensiva anche delle spese previste per l’eventuale turno di ballottaggio” ed il deposito “entro 60 giorni dalla conclusione delle elezioni” del “rendiconto analitico delle spese elettorali sostenute, direttamente ed indirettamente da terzi”, da parte di candidati e presentatori di liste.
Pertanto, le LISTE presentatrici, all'atto del deposito delle candidature presso la segreteria comunale (3 e 4 settembre 2021), NON devono presentare alcuna dichiarazione relativa alle spese, né sono tenute, dopo le elezioni, a depositare rendiconto delle spese.

b) obblighi previsti da leggi dello Stato

b1)  Nomina del mandatario elettorale (art. 7 della legge 10 dicembre1993 n. 515; art.13 comma 6 della legge 6 luglio 2012 n.96).
    Il candidato consigliere o candidato sindaco che, pur avvalendosi esclusivamente di denaro proprio, spende  oltre 2.500 Euro, deve obbligatoriamente nominare un mandatario elettorale, con designazione scritta e autenticata,  inviata al Collegio Regionale di Garanzia Elettorale, istituito presso la Corte d'Appello di Venezia. (Modulo presente - come allegato 12 - nelle Istruzioni per la presentazione e l'ammissione delle candidature del Ministero dell'Interno o nel sito internet della Corte d'Appello nella sezione del Collegio di Garanzia e nella sottosezione riservata ai Comuni con oltre 15.000 abitanti)
La designazione, con allegata copia di un documento di riconoscimento del candidato e del mandatario, può essere consegnata a mano, oppure inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o mediante PEC entro il periodo della campagna elettorale.
Il candidato non può designare alla raccolta dei fondi più di un mandatario, che a sua volta non può assumere l'incarico per più di un candidato.
Il mandatario elettorale deve registrare tutte le operazioni di cui al comma 3 (del citato art. 7) relative alla campagna elettorale del candidato designante. A tal fine si avvarrà di un unico conto corrente bancario ed eventualmente anche di un unico conto corrente postale.
Come detto, sono esclusi dalla nomina del mandatario elettorale i candidati alle elezioni comunali che spendono meno di 2.500 euro avvalendosi unicamente di denaro proprio; essi sono comunque tenuti all'obbligo "di redigere il rendiconto"  (art.13, comma 6, L.96/2012).

b2) rendicontazione delle spese a carico di ciascun candidato consigliere (anche non eletto) e di ciascun candidato sindaco (anche non eletto), anche se non ha sostenuto spese o ricevuto contributi (art. 2 della legge 5 luglio 1982, n. 441; art. 7 della legge 10 dicembre1993 n. 515; art.13 comma 6 della legge 6 luglio 2012 n.96)
    Tutti i candidati devono rendere una dichiarazione relativa alle spese sostenute per la campagna elettorale, anche se negativa , entro tre mesi dalla proclamazione degli eletti:
1) al Presidente del Consiglio comunale;
2) al Collegio Regionale di Garanzia elettorale.
Alla dichiarazione deve essere allegato un rendiconto relativo ai contributi e servizi ricevuti ed alle spese sostenute. Il rendiconto è sottoscritto dal candidato e controfirmato dal mandatario (se nominato), che ne certifica la veridicità in relazione all'ammontare delle entrate.
Alla trasmissione al Collegio regionale di garanzia elettorale della dichiarazione sono tenuti anche i candidati non eletti. L'obbligo di dichiarazione riguarda anche i candidati che per la propria campagna non hanno sostenuto spese o non hanno ricevuto contributi.
    La mancata presentazione nei termini previsti, della dichiarazione e del rendiconto da parte di un candidato comporta l'applicazione di una sanzione da un minimo di € 25.882,84 ad un massimo di € 103.291,38. Nel caso di un candidato proclamato eletto tale violazione comporta anche la decadenza dalla carica.
    Non si applicano invece  a Villorba le norme sull'obbligo di deposito dei consuntivi delle spese elettorali delle liste partecipanti (e le relative sanzioni), di cui al comma 7 dell'articolo 13  della legge 96/2012, in quanto relative a Comuni con oltre 30.000 abitanti.

b3) limiti di spesa dei candidati e delle liste (art.7 legge 10 dicembre 1993 n.515; art.13 legge n. 96/2012)
    I limiti di spesa, variabili a seconda delle elezioni e della numerosità della popolazione del collegio, sono fissati dalla citata Legge 515/93 e successive modificazioni e da specifiche disposizioni (es. per elezioni regionali: art.5 comma 1 della legge 23 febbraio 1995, per le elezioni comunali: art.13 della legge 6 luglio 2012 n.96).
    L'articolo 13 della Legge n.96/2012 ha introdotto limiti massimi delle spese elettorali dei candidati e dei partiti politici per le elezioni comunali. Per i "comuni con popolazione superiore a 15.000 e non superiore a 100.000 abitanti", il comma 1 prevede che le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato alla carica di sindaco "non possono superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 25.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 1 per ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali comunali". Per il comma 3, le spese per il candidato consigliere "non possono superare l'imposto massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 5.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0,05 per ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali comunali". Per  comma 5, le spese di ciascuna lista partecipante, "escluse le spese sostenute dai singoli candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale, non possono superare la somma risultante dal prodotto dell'importo di euro 1 per il numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali comunali".
Nel Comune di Villorba risultano iscritti nelle liste comunali oltre 15.500 elettori (alla data di indizione dei comizi, prima della revisione dinamica straordinaria delle liste).
    In caso di violazione dei limiti di spesa previsti per le diverse candidature e/o delle norme che disciplinano la campagna elettorale o in caso di tardivo o mancato deposito presso il Collegio Regionale della dichiarazione delle spese elettorali o di gravi irregolarità nella dichiarazione stessa il Collegio irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo variabile in ragione della violazione accertata.

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Per una esaustiva informazione, nonché per tutta la modulistica di riferimento, si consiglia di far riferimento al Collegio Regionale di Garanzia, costituito presso la Corte d'Appello di Venezia, che è l'autorità indipendente cui è demandato il compito del controllo sulle spese sostenute durante le campagne elettorali di elezioni politiche, europee, regionali e comunali e al quale vanno inviate le documentazioni relative alle spese:

https://www.corteappello.venezia.it/collegio-elettorale-di-garanzia_234.html