Il Comune - Cenni storici
Anticamente era la "Villa Urbis extra Moenia", ossia la sede della città, fuori le mura. Già conosciuta in epoca romana, assume un ruolo importante durante l'invasione longobarda, quando i conti di Treviso (i Collalto) arrivati al seguito dei Longobardi nel 959, ebbero l'ambita corte di Lovadina. Ma la sua storia è più antica. Da zona impervia e boscosa scoperta dai Celti, divenne presto abitabile, poichè faceva parte dell'agro centuriato trevigiano. Poi divenne una villa importante, agevolata anche dal fatto di essere attraversata da grandi vie di comunicazione. La storia di Villorba, quindi, s'intreccia con quella della famiglia Collalto, dalla quale dipende anche con giurisdizione ecclesiastica: è collegata infatti all'abbazia benedettina di Sant'Eustachio di Nervesa, voluta dai Conti Gisla e Rambaldo III. E' di questo periodo la diffusione in tutto il territorio della fede cristiana. La prima chiesa fu costruita nel '300, poi ampliata e rinnovata nel '500 ed è dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano. Completamente rifatta, ospita una bella pala d'altare di Palma il Giovane ed è sovrastata dal grande campanile progettato da Francesco Zambon. A testimonianza della diffusione del Cattolicesimo, c'è un'altra antica pieve a Lancenigo, dedicata alla Vergine ed eretta probabilmente attorno al 1150. A conferma della grande fede degli abitanti di questa zona, oggi vi sono a testimonianza numerosi oratori e capitelli. Per quanto riguarda gli oratori, ricordiamo quello dedicato all'Assunta che anticamente era la cappella privata del palazzo dominicale dei nobili Grimani da Venezia; ora è in stato fatiscente. Un altro oratorio è ubicato in località Venturali, dal nome dell'antico proprietario, eretto nel Settecento. Nel 1878 passò come proprietà ai Cattarin, nel 1923 alla famiglia Fanna. Per quanto riguarda i capitelli ricordiamo quello di Casalvecchio, di via Centa. Un borgo conosciuto fin dal 1300 è stato quello di Lancenigo, il cui toponimo pare derivi dal nome proprio di un veterano, tale Lanzone. Questo centro divenne molto importante per il traffico che si incanalava lungo le piccole strade che raggiungevano i paesi limitrofi. Quindi vi sostavano mercanti e soldati che andavano verso il guado del Piave. Già nel Medioevo divenne centro agricolo, facilitato dalla terra fertilissima, soprattutto quella ubicata lungo la Postumia, dove ci sono anche acque sorgive. Di recente sono stati recuperati reperti archeologici che narrano la sicura presenza di insediamenti rurali già in epoca romana. Nel 932, il nucleo abitativo di questo borgo era attivissimo. Secondo alcuni testi, Lancenigo venne distrutta nel 1230 durante un'aspra battaglia con i Padovani. Alcune testimonianze parlano della presenza di un castello, la cui ubicazione comunque non è mai stata trovata. Seguirono anni di battaglie. Per consentire riposo ai soldati e ai viandanti fu costruito il Monastero di Santa Maria dè Caritate, in località Carità, che era alle dipendenze del monastero originario di Santa Maria della Carità di Venezia. Nota a quel tempo era la famiglia dei Lancenighi, già esistente nel 1200. Il primo membro della famiglia ad essere chiamato con il titolo di "da Lancenigo" è stato Roberto, nominato nel corso di una battaglia contro i coneglianesi.Ma i primi riconoscimenti, da parte della nobiltà di Treviso, alla famiglia dei da Lancenigo, vennero nel 1319. Nel 1325 Vendramino da Lancenigo, figlio di Gualfardo da Lancenigo, diventò notaio nel capoluogo trevigiano. La loro importanza aumentò anche sotto il dominio dei veneziani. Questa nobile famiglia scomparve alla fine del Seicento, tanto che non è più stata nominata dagli storici. Altre frazioni importanti di Villorba sono: Catene (Catena) e Fontane. Quest'ultima è chiamata così per le risorgive. Anticamente si chiamava Giustignano o Lago di Giustina. Molto importante sotto il profilo storico la chiesa intitolata alla natività della Vergine, esistente fin dal 1100 e dipendente dal Capitolo dei Canonici di Treviso. Andata distrutta, fu ricostruita nel 1597, poi trasferita in un altro luogo. Nel territorio sin dal 1200 sorsero molti opifici. Infatti troviamo msgli, mulini e cartiere, addirittura, secondo alcuni documenti, nel Cinquecento in questa località erano attive le coltivazioni della Canapa e del lino. In tutto il territorio furono costruiti nel 1400 rustici e case dominicali, alcune delle quali ancora in buono stato di conservazione. Ricordiamo Villa Corner, edificata nel Settecento, ora fa parte del comune di Treviso; Villa Felissent, già appartenente alla famiglia Farsetti-Veronese, edificata nel 1600; a Lancenigo troviamo Villa Persico che ospitò Papa Benedetto XV, villa Angelica, eretta nel '500, Villa Perocco, già esistente ed edificata nel XVIII secolo appartenente alla famiglia dei dogi Michiel, Villa Tiverani Zanini, che ospita affreschi di Bernardino Bison. Villa Zambon, Villa Fanna, ai confini con i comuni di Spresiano, Villa Pastega Manera a Catena. Per quanto riguarda le case rustiche ricordiamo Casa Battistella, eretta nel Settecento, Casa Gastaldon, il grande complesso rustico della famiglia Ancillotto, già esistente nel 1500; casa Mattiazzo, Casa Gola, eretta nel Settecento dai nobili fratelli Alvise e Domenico Minelli; Villa Marani, una vecchia casa seicentesca oggi adibita a circolo ricreativo per anziani. Oggi Villorba è uno dei più importanti comuni della provincia di Treviso, proprio alla periferia del capoluogo. Negli ultimi anni ha avuto una grande espansione edilizia ed industriale, agevolata, soprattutto, dalle grandi vie di comunicazione come la Pontebbana, la Strada Ovest ed altre strade provinciali che la attraversano. Conta 16.000 abitanti, si estende su una superficie di 30,59 chilometri quadrati ad una altitudine di 26 metri. Confina con: Arcade, Spresiano, Maserada sul Piave, Ponzano Veneto, e Povegliano.